Chi sono i fornitori critici e perché è essenziale gestirne il rischio?

In un contesto aziendale sempre più dinamico e interconnesso, l’identificazione dei fornitori critici è una delle priorità strategiche per salvaguardare l’efficienza della supply chain. Questi fornitori sono essenziali per il funzionamento quotidiano dell’impresa, ma la loro gestione richiede attenzione e precisione. Se trascurati, infatti, possono causare interruzioni nella produzione, incrementare i costi in modo imprevisto e minare la stabilità e la redditività complessiva dell’azienda.

Adottare un approccio proattivo nella gestione di fornitori critici non solo consente di evitare danni immediati, ma contribuisce a garantire la resilienza e la crescita sostenibile dell’impresa nel lungo periodo.

Ma come definire esattamente un fornitore critico e come riconoscerlo tempestivamente? Come integrare un’efficace qualifica del fornitore nel processo di selezione per assicurarsi che il partner scelto sia affidabile e in grado di rispondere alle esigenze aziendali? Quali segnali dovresti saper leggere per prevenire problemi futuri? E quali strumenti e KPI utilizzare per monitorarli e segnalarli in modo efficace all’interno dell’organizzazione? E, nel caso di criticità identificate, quali azioni correttive è necessario intraprendere?

Ignorare queste domande può portare a conseguenze gravissime, tra cui la perdita di contratti strategici, l’aumento incontrollato dei costi o danni irreversibili alla reputazione aziendale.

In questo articolo, esploreremo come affrontare questi temi cruciali, fornendo indicazioni pratiche su come individuare, qualificare, monitorare e gestire i fornitori critici, riducendo al minimo i rischi e massimizzando il valore a lungo termine per il tuo business.

Come individuare un fornitore critico?

Non tutti i fornitori sono uguali. Alcuni possono essere facilmente sostituiti senza impatti significativi, altri invece sono talmente rilevanti da poter mettere in crisi l’intera operatività aziendale. Ma come riconoscere un fornitore davvero critico?

Per capirlo, è utile distinguere tra due categorie principali:

1. Fornitori critici per importanza strategica

Questi fornitori sono fondamentali per il funzionamento, la qualità o la competitività della tua azienda. Ecco alcuni indicatori chiave:

  • Difficoltà di sostituzione: Se trovare un’alternativa è complesso o richiede tempi lunghi, il fornitore è critico. È il caso di chi utilizza tecnologie proprietarie, ha processi produttivi unici o detiene certificazioni particolari. Più lungo è il lead time per qualificare un nuovo fornitore, maggiore è la tua dipendenza da quello attuale.
  • Impatto sui costi: Se un fornitore incide in modo rilevante sul costo del prodotto finale, eventuali aumenti di prezzo possono erodere i tuoi margini. Inoltre, fornitori che operano in regime di monopolio o trattano materie prime soggette a forti fluttuazioni rappresentano un rischio economico.
  • Ruolo nell’innovazione: Alcuni fornitori sono veri e propri partner strategici, perché sviluppano tecnologie avanzate o forniscono componenti essenziali per l’evoluzione dei tuoi prodotti. Proteggere e valorizzare questa relazione è fondamentale per mantenere un vantaggio competitivo.

2. Fornitori critici per esposizione al rischio 

Altri fornitori diventano critici non tanto per il valore che apportano, quanto per i potenziali problemi che possono causare. Ecco cosa valutare:

  • Solidità finanziaria e organizzativa: Un fornitore con problemi economici, cambi di proprietà frequenti, difficoltà produttive o riduzioni di personale può diventare inaffidabile. Analizzare bilanci, investimenti e struttura aziendale aiuta a prevedere eventuali criticità future.
  • Affidabilità logistica e produttiva: Ritardi ricorrenti, mancate consegne o un’organizzazione non reattiva agli imprevisti possono generare fermi di produzione. Un fornitore senza piani di continuità operativa è un rischio concreto per la tua supply chain.
  • Qualità del prodotto o servizio: Un alto tasso di non conformità, richiami di prodotto o variazioni qualitative tra i lotti può generare costi extra, scarti, reclami e danni reputazionali. La presenza di certificazioni, controlli qualità rigorosi e tracciabilità è un requisito fondamentale.
  • Esposizione a fattori esterni: Fornitori situati in aree geopoliticamente instabili, che dipendono da materiali rari o da trasporti complessi, sono più vulnerabili. Crisi internazionali, restrizioni commerciali e fluttuazioni valutarie possono compromettere la loro affidabilità operativa.

 

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Qualifica dei fornitori: il primo passo per scegliere partner affidabili

La procedura di qualifica dei fornitori è il tuo primo strumento di difesa contro i rischi. È il punto di partenza per assicurarsi che i partner selezionati siano affidabili, competenti e in linea con gli standard aziendali. Una qualifica ben strutturata permette non solo di prevenire criticità, ma anche di costruire relazioni solide e trasparenti.

Ecco le fasi chiave per una qualifica efficace:

1. Fase Preliminare: Analisi di Idoneità

In questa fase si raccolgono informazioni di base per valutare se un potenziale fornitore risponde ai requisiti minimi dell’azienda. I parametri principali includono:

  • Esperienza nel settore: Una lunga presenza sul mercato è indice di stabilità, competenza e affidabilità operativa. Non sottovalutare l’importanza di un partner esperto.
  • Referenze e track record: Le esperienze di altri clienti forniscono indicazioni concrete sulla qualità del servizio, sulla puntualità e sulla capacità di gestione dei problemi. Le testimonianze possono rivelare molto più di quanto non faccia un contratto.
  • Certificazioni di qualità: Le certificazioni riconosciute (es. ISO 9001, IATF 16949, ISO 14001) attestano il rispetto di standard internazionali e procedure consolidate. Un fornitore certificato è un fornitore di fiducia.
  • Solidità finanziaria: Un’azienda con una buona situazione patrimoniale è meno soggetta a rischi di insolvenza o interruzioni improvvise nella fornitura. Controllare i bilanci è un passo fondamentale per garantire la continuità della fornitura.

2. Audit e Verifica Documentale

In questa fase si passa alla validazione concreta delle informazioni raccolte e alla verifica della capacità operativa del fornitore:

  • Audit on-site: Ispezione diretta degli impianti produttivi, dei flussi operativi e dei sistemi di controllo qualità. Serve a confermare che le dichiarazioni siano coerenti con la realtà.
  • Analisi documentale: Verifica formale di certificazioni, documenti tecnici, procedure e bilanci aggiornati. La trasparenza documentale è una condizione imprescindibile.
  • Valutazione ESG (Ambientale, Sociale e di Governance): Sempre più aziende considerano i criteri di sostenibilità un elemento strategico. Il rispetto di politiche ESG dimostra responsabilità e visione a lungo termine.

3. Test di Produzione e Validazione Tecnica

Questa fase permette di testare la conformità e la performance reale dei prodotti o servizi offerti:

  • Produzione di campioni: Serve a valutare la coerenza e conformità del prodotto con le specifiche tecniche richieste, sia dal punto di vista qualitativo che funzionale
  • Test tecnici e prove applicative: I campioni vengono sottoposti a test funzionali e prove in condizioni operative reali, per identificare eventuali criticità e garantire le prestazioni del prodotto finale.

4. Monitoraggio Continuo: La Qualifica Non È un Punto di Arrivo

Una volta completate le fasi di selezione e superati i test, il fornitore viene formalmente qualificato. Tuttavia, la qualifica rappresenta solo l’inizio di una partnership strutturata e duratura, non un traguardo.

È quindi fondamentale:

  • Definire un piano di monitoraggio periodico delle performance;
  • Eseguire re-audit a intervalli regolari;
  • Rivedere la qualifica in caso di non conformità, cambi organizzativi, o mutamenti nel contesto di fornitura.

Strumenti Operativi per la valutazione dei fornitori

Una gestione efficace dei fornitori critici richiede strumenti formali e standardizzati. Ecco i principali tool utilizzabili:

  • Vendor Rating: sistema a punteggio che assegna un valore numerico (es. 0–100) a ogni fornitore, basato su KPI come OTD, qualità, lead time e conformità documentale. Utile per ranking periodici e decisioni strategiche.
  • Scorecard del fornitore: tabella riassuntiva in cui ogni KPI è associato a un punteggio ponderato. Permette valutazioni oggettive e confronti tra fornitori diversi. Spesso è integrata nel Vendor Rating.
  • Vendor List: elenco ufficiale e periodicamente aggiornato dei fornitori qualificati. Include dati anagrafici, storico performance e status attuale (es. attivo, sotto osservazione, sospeso).
  • Audit Check-list: strumento operativo per verifiche on-site o documentali. Comprende voci obbligatorie e opzionali, ciascuna con punteggio. Consente di certificare la conformità a requisiti tecnici o contrattuali.
  • Dashboard KPI fornitore: piattaforma visuale per il monitoraggio continuo di performance logistiche, qualitative e contrattuali. Permette alert automatici e condivisione tra acquisti, qualità e operations.

Come Monitorare i Fornitori Critici: KPI e Azioni Correttive per Mantenere il Controllo

Affidarsi a fornitori critici comporta inevitabili rischi. Tuttavia, attraverso il monitoraggio continuo dei giusti KPI e l’implementazione di azioni correttive tempestive, è possibile prevenire disservizi, mitigare i rischi e garantire la continuità operativa.

1. On-Time Delivery (OTD)

L’On-Time Delivery misura la percentuale di consegne puntuali rispetto alla data promessa. È un indicatore essenziale dell’affidabilità logistica del fornitore.

Definisci un target di riferimento interno e identifica i fornitori che si discostano in modo significativo. In caso di performance sotto le attese, è utile pianificare incontri regolari per analizzare le cause e implementare un sistema di allerta per i ritardi, così da poter intervenire in tempo reale.

2. Qualità della Fornitura (PPM – Parts Per Million)

Il PPM misura il numero di parti difettose ogni milione di unità consegnate. È un KPI critico per valutare la conformità dei prodotti e l’affidabilità del processo produttivo del fornitore.

Se il valore supera la soglia definita (valore target), attiva un’analisi delle cause radice (es. metodo 8D) e richiedi un piano di miglioramento strutturato. È importante analizzare l’andamento nel tempo, per intercettare problemi sistemici o tendenze negative.

3. Lead Time Effettivo vs. Promesso

Questo indicatore confronta il tempo di consegna effettivo con quello dichiarato dal fornitore. Un lead time instabile o superiore al promesso può compromettere la pianificazione della produzione e aumentare i costi di scorta.

In caso di scostamenti rilevanti, è consigliabile avviare un confronto diretto per individuare i colli di bottiglia. Valuta l’adozione di stock di sicurezza, ma anche l’ottimizzazione delle previsioni di domanda per allineare aspettative e forniture.

4. Dipendenza Bilaterale (Spend Share % e Peso del Cliente)

Una dipendenza eccessiva, sia dell’azienda verso il fornitore che del fornitore verso l’azienda, rappresenta un rischio. Se tu dipendi troppo da un solo fornitore, un suo problema può bloccare la tua operatività. Se lui dipende troppo da te, può diventare fragile e poco resiliente nel lungo periodo.

Per gestire il rischio:

  • Definisci un valore target di dipendenza reciproca, da non superare.
  • Controllalo ogni anno, durante la pianificazione del budget acquisti.
  • Avvia azioni di riequilibrio se necessario (es. dual sourcing, sviluppo nuovi fornitori).

5. Stabilità Finanziaria del Fornitore

Un fornitore con problemi economici può diventare inaffidabile e, nei casi peggiori, cessare improvvisamente l’attività.

Controlla periodicamente bilanci, indici finanziari e rating creditizi. Se emergono segnali di deterioramento, valuta una riduzione dell’esposizione commerciale, modifica i termini di pagamento e, se necessario, cerca fornitori alternativi con maggiore solidità.

6. Rischi Geopolitici ed Esposizione Esterna

Fornitori localizzati in aree ad alto rischio geopolitico, soggetti a dazi o dipendenti da infrastrutture fragili sono più vulnerabili a interruzioni.

Effettua regolarmente un’analisi del rischio paese e valuta l’esposizione a fattori esterni come instabilità politica, catastrofi naturali o crisi sanitarie. In caso di rischio elevato, considera la delocalizzazione strategica o l’ampliamento del network di fornitura.

 

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Azioni Correttive: Come Rafforzare la Collaborazione nei Momenti Critici

Quando i KPI evidenziano criticità, è importante intervenire in modo strutturato, ma sempre con un approccio orientato alla collaborazione e al miglioramento reciproco.

Implementa un piano di escalation per affrontare i problemi. Ecco alcune azioni efficaci da intraprendere:

  • Analisi delle cause radici: Identifica congiuntamente con il fornitore le cause reali dei problemi (non solo i sintomi) attraverso strumenti strutturati come l’analisi 5 Whys o l’8D.
  • Piani di miglioramento condivisi: Concorda azioni concrete e tempi realistici per rientrare nei livelli di servizio attesi, mantenendo un dialogo continuo.
  • Revisione congiunta delle previsioni e della pianificazione: Allinea meglio domanda e capacità produttiva per evitare tensioni sulla supply chain.
  • Supporto operativo e formazione: Se necessario, offri supporto tecnico o formativo per rafforzare processi e competenze.
  • Strategie di mitigazione del rischio: In alcuni casi, può essere utile valutare forme di diversificazione della fornitura, ad esempio affiancando fornitori complementari o alternativi per specifici materiali o processi con l’obiettivo di rafforzare la continuità operativa, ridurre la vulnerabilità a fattori esterni e garantire una maggiore capacità di risposta in situazioni critiche.

Verso una gestione strategica dei fornitori critici

Gestire i fornitori critici è un compito complesso ma essenziale per garantire la continuità operativa e la competitività dell’azienda. Attraverso una qualificazione fornitori accurata, un monitoraggio costante dei KPI e l’implementazione di azioni correttive tempestive, puoi minimizzare i rischi e massimizzare il valore a lungo termine. Non trascurare l’importanza di questi aspetti: una gestione proattiva dei fornitori critici può fare la differenza tra il successo e il fallimento della tua supply chain. La chiave è essere sempre un passo avanti, pronti a rispondere alle sfide e a cogliere le opportunità.

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L’Economia del Corriere della Sera parla del Bilancio 2024 di Makeitalia

Approvato il bilancio 2024: curva della crescita in salita e nuovi traguardi raggiunti

Azienda di punta nel settore del Supply Chain Management, Makeitalia ha continuato ad ampliare la propria rete di clienti registrando un fatturato pari a 19,4 milioni di euro nell’anno 2024.

Un importante risultato che riflette la sempre più crescente qualità dei servizi offerti ai clienti dall’azienda modenese, capace di costruire soluzioni ad hoc in linea con le esigenze di mercato.

Continua a leggere l’articolo, pubblicato sull’Economia del Corriere della Sera, cliccando qui!

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Il Ruolo del Purchasing Manager nella Supply Chain

Una Funzione Acquisti Sempre Più Strategica

Dall’operatività al contributo ai risultati aziendali

In uno scenario industriale sempre più instabile e interconnesso, il Purchasing Manager non è più soltanto il responsabile degli ordini o del rispetto del budget: oggi è un attore strategico all’interno della Supply Chain, con un impatto diretto su efficienza, resilienza e competitività.

Il passaggio da una funzione puramente operativa a un ruolo orientato alla performance richiede una gestione evoluta di fornitori, costi e flussi informativi. Questo significa anticipare le criticità di approvvigionamento, supportare le decisioni aziendali con dati affidabili e contribuire in modo concreto alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione dei processi.

La figura del Purchasing Manager si colloca oggi al crocevia tra strategia industriale, pianificazione della produzione e gestione dei fornitori, diventando un punto di riferimento per costruire una catena di fornitura più reattiva, sostenibile e integrata. Il suo contributo si misura non solo in termini di saving, ma nella capacità di garantire continuità operativa e coerenza tra obiettivi economici e disponibilità di materiali.

In questo contesto, integrare tecniche decisionali avanzate e strumenti digitali diventa fondamentale per migliorare il presidio della funzione acquisti. Dati, simulazioni e indicatori affidabili rappresentano leve essenziali per generare valore e prendere decisioni informate in un’ottica di miglioramento continuo.

Le Responsabilità Specifiche del Purchasing Manager

Gestione fornitori, negoziazione contratti, controllo costi

Il Purchasing Manager presidia un’area cruciale dell’organizzazione: la gestione dei fornitori. Selezionare partner affidabili, costruire relazioni durature e negoziare contratti che tutelino l’azienda in termini di costi, qualità e tempi sono attività che richiedono competenze specifiche e un approccio strutturato.

La contrattualizzazione efficace non riguarda solo il prezzo, ma include elementi strategici come tempi di consegna garantiti, clausole di servizio (SLA), penalità per ritardi, livelli minimi di stock o impegni sulla flessibilità. In quest’ottica, il Purchasing Manager diventa un mediatore di valore tra gli obiettivi aziendali e le possibilità del mercato.

Il monitoraggio dei costi rappresenta un altro asse portante della funzione. Analizzare scostamenti rispetto al budget, rilevare extra-costi ricorrenti e costruire report comparativi tra fornitori permette di ottimizzare la spesa e di individuare con tempestività eventuali inefficienze.

 

Purchasing Manager mediatore di valore tra gli obiettivi aziendali e le possibilità del mercato

 

Allineamento con produzione e fabbisogni

Una delle responsabilità chiave del Purchasing Manager è garantire la coerenza tra pianificazione produttiva e disponibilità dei materiali. Questo allineamento non implica necessariamente il presidio diretto del procurement operativo, ma richiede una collaborazione continua con la produzione e la logistica per definire fabbisogni, lead time, lotti ottimali e livelli di scorta strategici.

Attraverso un approccio data-driven e tecniche di analisi predittiva, è possibile anticipare i picchi di domanda, evitare rotture di stock e contenere le immobilizzazioni di magazzino. Il valore si genera non solo nell’acquisto, ma nella capacità di integrare il processo d’acquisto nel più ampio ecosistema della Supply Chain.

In questo contesto, strumenti avanzati di supporto decisionale e KPI specifici (come il costo medio unitario, la variazione rispetto al budget, il tasso di consegna puntuale, il time-to-contract) diventano leve fondamentali per migliorare efficienza e controllo.

Acquisti e Supply Chain: Un Collegamento Fondamentale

Come le scelte d’acquisto impattano su logistica e approvvigionamenti

Le decisioni prese dal Purchasing Manager hanno ricadute concrete sull’intera Supply Chain, pur senza un coinvolgimento operativo diretto nella logistica. La scelta di fornitori, condizioni di fornitura, volumi e incoterm influenza i flussi fisici, i costi di trasporto, i tempi di ricezione e la capacità di garantire continuità produttiva.

Ad esempio, la definizione di lotti di acquisto, frequenza delle consegne e condizioni di reso può generare impatti su saturazione mezzi, movimentazione interna e livelli di scorta. Allo stesso modo, scelte non ottimizzate in fase d’acquisto possono tradursi in costi logistici nascosti o complessità operative evitabili.

È quindi fondamentale che il Purchasing Manager operi con una visione integrata, valutando l’effetto delle proprie decisioni lungo la catena di fornitura. Un approccio che valorizza il contributo della funzione acquisti alla performance globale, anziché limitarsi alla mera riduzione dei costi diretti.

Coordinamento con le funzioni logistiche senza sovrapposizione

Pur operando in ambiti distinti, acquisti e logistica condividono obiettivi comuni: efficienza, continuità e contenimento dei costi. Un coordinamento efficace tra le due aree permette di evitare sovrapposizioni, gestire in modo proattivo i colli di bottiglia e migliorare la capacità di risposta della Supply Chain.

Makeitalia promuove modelli collaborativi che prevedono ruoli ben definiti ma sinergici: il Purchasing Manager è il responsabile delle condizioni di fornitura, mentre la logistica presidia la pianificazione operativa e l’esecuzione fisica dei flussi. Questa integrazione permette di costruire processi decisionali data-driven e misurabili, riducendo sprechi e inefficienze lungo l’intera filiera.

Allineare le funzioni senza duplicazioni operative è uno dei principi chiave di una Supply Chain moderna e performante.

 

processo data driven supply chain performante makeitalia

 

Misurare la Performance Acquisti: KPI e Analisi Critiche

Dati, obiettivi e indicatori per una funzione orientata al miglioramento

Una funzione acquisti moderna deve essere misurabile, trasparente e orientata al miglioramento continuo. Per questo, il Purchasing Manager lavora su KPI (Key Performance Indicator) specifici che permettono di valutare il valore generato, individuare aree di inefficienza e supportare le decisioni strategiche.

I principali KPI adottati includono:

  • On Time Delivery (OTD): misurazione della puntualità dei fornitori rispetto alle date di consegna pianificate.
  • Costo medio unitario di acquisto: analisi dell’andamento dei prezzi medi nel tempo per materia prima o categoria merceologica.
  • Lead time di approvvigionamento: tempo medio tra l’ordine e la ricezione materiale, utile per pianificazioni produttive efficienti.
  • Indice di coerenza contrattuale: confronto tra condizioni contrattuali pattuite e condizioni realmente applicate (es. prezzi, tempistiche, penali).
  • Savings rispetto al budget: misurazione delle riduzioni di costo ottenute rispetto ai target prefissati.

Questi indicatori vanno letti in un’ottica non solo quantitativa ma qualitativa, per evitare derive tattiche. Una contrazione dei costi, ad esempio, non deve compromettere l’affidabilità o la flessibilità del fornitore.

Makeitalia supporta i Purchasing Manager con strumenti strutturati di analisi, benchmarking e reporting, capaci di trasformare i dati in leve di miglioramento. L’obiettivo è costruire una funzione acquisti sempre più solida, misurabile e integrata con gli obiettivi di business.

Le Competenze Chiave del Purchasing Manager Moderno

Capacità analitiche, negoziali e relazionali

Conoscenza normativa e strumenti digitali di supporto

Il ruolo del Purchasing Manager si è evoluto da funzione esecutiva a figura strategica con impatti trasversali sull’efficienza, la sostenibilità e la competitività aziendale. Per rispondere a questa trasformazione, è necessario un insieme bilanciato di competenze tecniche e soft skill.

Capacità analitiche: il responsabile acquisti deve saper interpretare dati, valutare offerte complesse, confrontare scenari alternativi e prendere decisioni informate, supportate da dashboard e KPI. L’analisi del Total Cost of Ownership (TCO) è un esempio concreto di come la dimensione analitica impatti sulle scelte operative.

Competenze negoziali e relazionali: condurre trattative efficaci, instaurare relazioni win-win con i fornitori e costruire partnership di lungo periodo sono attività fondamentali per garantire stabilità e vantaggi competitivi sostenibili.

Conoscenza normativa: il contesto normativo (contrattualistica, compliance, responsabilità solidale nella filiera) richiede attenzione e aggiornamento continuo. Il Purchasing Manager deve garantire il rispetto delle regole e saper gestire rischi legati agli accordi commerciali.

Utilizzo di strumenti digitali: l’impiego di piattaforme SRM (Supplier Relationship Management), tool per la gestione delle gare, sistemi di monitoraggio delle performance e dashboard integrati con ERP permette una gestione più efficiente e trasparente del processo d’acquisto.

Makeitalia affianca i professionisti degli acquisti con percorsi formativi, strumenti decisionali e consulenze mirate, per potenziare le competenze chiave richieste dal mercato e favorire una crescita professionale coerente con le esigenze evolutive della Supply Chain.

Come Makeitalia Supporta il Purchasing Manager

Un partner tecnico per gestione fornitori, KPI e ottimizzazione costi

In uno scenario in cui la funzione acquisti è sempre più integrata con le strategie aziendali, Makeitalia si propone come partner operativo e strategico al fianco del Purchasing Manager, offrendo strumenti, competenze e metodologie concrete per affrontare le sfide quotidiane e generare valore.

Gestione e qualifica fornitori: Makeitalia supporta nella selezione, qualifica e monitoraggio dei fornitori attraverso modelli di valutazione oggettivi, audit mirati e analisi dei rischi. Questo consente di costruire una supply base solida, trasparente e allineata agli obiettivi dell’azienda.

Monitoraggio KPI e performance: grazie all’esperienza maturata sul campo, Makeitalia aiuta il Purchasing Manager nella definizione e tracciamento di indicatori chiave d’acquisto, per tenere sotto controllo costi, puntualità, qualità e servizio, con un approccio orientato al miglioramento continuo.

Ottimizzazione dei costi: attraverso attività di benchmark, analisi di saving e breakdown costi, Makeitalia fornisce dati e scenari per supportare negoziazioni efficaci e scelte basate su logiche TCO. L’obiettivo è identificare inefficienze, eliminare sprechi e generare risultati tangibili.

Il valore aggiunto sta nella capacità di intervenire in modo pragmatico e su misura, affiancando i Purchasing Manager con progetti ad alto impatto operativo, ma sostenibili nel tempo.

Contattaci per scoprire come possiamo supportare anche la tua funzione acquisti e contribuire al successo della Supply Chain aziendale.

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Makeitalia: curva della crescita in salita e nuovi traguardi raggiunti

Approvato il bilancio 2024 dell’azienda modenese con ricavi superiori ai 19 milioni di euro

Modena, 14 Luglio 2025 – Azienda di punta nel settore del Supply Chain Management, Makeitalia ha continuato ad ampliare la propria rete di clienti registrando un fatturato pari a 19.4 milioni di euro nell’anno 2024. Un importante risultato che riflette la sempre più crescente qualità dei servizi offerti ai clienti dall’azienda modenese, capace di costruire soluzioni ad hoc in linea con le esigenze di mercato.

Le dichiarazioni

È stato un anno in cui abbiamo avuto un’importante crescita con degli ottimi risultati, pur avendo un ambiente esterno estremamente complesso e in continua mutazione. Siamo riusciti a mantenere la capacità di essere flessibili e adattarci alle continue novità del mercato: caratteristica fondamentale in questi anni.

Uno sguardo sull’anno 2024

Innovazione, efficienza e strumenti all’avanguardia continuano a orientare le scelte interne di Makeitalia verso una crescita sempre più sostenibile e inclusiva. Questo, grazie all’ampia attenzione rivolta verso le tematiche ESG (Environmental, Social e Governance) e al consolidamento delle attività implementate lo scorso anno, quali: ampliamento dell’impianto fotovoltaico aziendale, installazione di equipment ecosostenibili nell’area produttiva e logistica, impegno nel sociale, sostegno alle imprese del territorio, attenzione alla parità di genere e ai nuovi sistemi di controllo della governance.
Tale consolidamento si riflette anche all’esterno e garantisce un’ottimizzazione sempre maggiore dei servizi in materia ESG offerti alle aziende, soprattutto legati alla catena di fornitura.
L’anno 2024 ha anche visto un incremento dell’ambito Digital – laddove l’esponenziale progresso della Smart Factory ne rappresenta un esempio tangibile – un nuovo e innovativo tassello che comprova la sempre più crescente curva della crescita di Makeitalia.

Il motore di Makeitalia sono le persone, il futuro dell’azienda. Sulla base di questo principio, ogni anno l’azienda modenese investe sul capitale umano il quale, nel corso del 2024, si è consolidato e ha accolto 29 nuovi ingressi. Non manca la costante attenzione verso la costruzione di un ambiente di lavoro stimolante, dinamico e meritocratico, che favorisca il benessere comune e incentivi la forte coesione interna. Per permettere un corretto bilanciamento tra vita professionale e vita privata, Makeitalia ha introdotto, da alcuni anni, delle novità tra cui: la flessibilità oraria e l’estensione dello smart working. Inoltre, con il raggiungimento degli obiettivi di fatturato del 2024 ha ricompensato il proprio personale mediante l’erogazione di un welfare premiante, volto a riconoscere l’impegno dimostrato nella concretizzazione degli obiettivi comuni.

Le conclusioni

Non perdiamo mai l’attenzione e la cura verso le nostre persone: vera risorsa dell’azienda. Puntiamo ad avere strumenti sempre più aggiornati e moderni per aiutare la crescita e la stabilità della nostra struttura.”

 

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Supply Chain Challenge: verso le Finals 2025

Finals 2025: i migliori talenti della Supply Chain pronti a sfidarsi 

Nel mese di giugno si è conclusa la fase di qualificazione della quarta edizione del Campionato Nazionale di Supply Chain che ha visto la partecipazione di 21 università italiane e circa 1.200 studenti. L’evento finale, in cui si sfideranno i 77 vincitori delle diverse tappe della Road Map, si terrà il…

16 settembre 2025 al Modena Golf & Country Club!

Le Finals saranno, inoltre, un’occasione unica per congiungere il mondo universitario al mondo lavorativo grazie alla collaborazione con figure professionali del settore.

Non vediamo l’ora di celebrare il Team Campione d’Italia 2025!

È possibile seguire gli aggiornamenti sulla Supply Chain Challenge sui canali ufficiali di Makeitalia:
Sito web www.makeitalia.com
Pagina Linkedin Makeitalia Srl
Profilo Instagram @makeitalia.career

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