SCM nel settore del beauty: il caso Pinalli

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Makeitalia è su Logistica Management, nello speciale Fashion e Beauty.

Supply Chain Management nel settore del beauty: abbiamo presentato un progetto svolto per un nostro cliente, 𝐏𝐢𝐧𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐒𝐫𝐥, volto all’analisi dei flussi logistici e all’efficientamento dei processi di magazzino.

Un ringraziamento a Editrice Temi per l’approfondimento pubblicato sulla rivista!

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Makeitalia all’Università degli Studi di Siena

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La Supply Chain Challenge – Italian League 21-22 di Makeitalia sta per volgere al termine. Nella giornata di giovedì 26 Maggio 2022 è stata giocata, presso l’Università degli Studi di Siena, la penultima partita della seconda fase di qualificazioni del primo Campionato Italiano in ambito Supply Chain.

Gli studenti del corso – tenuto in lingua inglese – Manufacturing Strategies and Operations (Engineering Management) della Professoressa Elena Pessot sono stati i protagonisti della nona tappa dell’iniziativa promossa da Makeitalia, dedicata agli studenti dei Corsi di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale.

La docente ha così commentato l’esperienza: “Credo molto nell’utilizzo di strumenti quali i ‘Business Games’ all’interno di un Corso di Laurea come quello di Ingegneria Gestionale. Gli studenti sono abituati a imparare modelli e ad esercitarsi su dati puntuali e, talvolta, rischiano di non cogliere a pieno la complessità e l’incertezza dell’ambiente competitivo e delle filiere, nonché della capacità decisionale che le aziende si trovano a fronteggiare ogni giorno. Con il Supply Chain Game, gli studenti hanno potuto immergersi nel ruolo di manager ed effettuare scelte sia strategiche, che tattiche, vedendone l’impatto in termini di efficienza. Una bella esperienza formativa, questa, che lascia ampio spazio anche al divertimento e che gli studenti potranno vantare anche nel loro Curriculum Vitae quando, tra pochi mesi, entreranno nella realtà lavorativa”.

The game was really interesting for me, because I had the opportunity to work in the Supply Chain area before, so I have been able to see that the game is really close to reality. I think it’s good to apply the knowledge we learn in University in a game like this one. Moreover, I had a lot of fun”, ha aggiunto Laura Pachon, una degli studenti coinvolti nella fase di qualificazioni del 26 Maggio.

Al termine della sfida, è stato proclamato il team vincitore dell’Università degli Studi di Siena che, così, approda direttamente alle Finals 21-22, fase finale che si terrà a Settembre, nella quale si affronteranno tutti i vincitori degli Atenei Italiani coinvolti nel periodo di qualificazioni del Campionato.

Un ringraziamento speciale va agli studenti che hanno partecipato all’evento del 26 Maggio e alla Professoressa Elena Pessot.

Supply Chain Challenge.. resta connesso per scoprire le prossime novità sull’iniziativa!

 

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Cost Engineering: 3 criticità comuni nella sua implementazione

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Il controllo dei costi di acquisto è da sempre una priorità per le imprese; un’attività fondamentale del Supply Chain Management. Uno tra gli strumenti più potenti a disposizione delle imprese in questo senso è il Cost Engineering, che tuttavia ancora oggi molte aziende faticano a implementare.

Vediamo quali sono le principali criticità e alcune possibili soluzioni per una corretta implementazione di questo strumento così importante e, relativamente, poco diffuso.

Cost Engineering: cos’è?

Il Cost Engineering viene chiamato anche Cost Breakdown, proprio per la sua caratteristica di prendere un oggetto e “spaccarne” il relativo valore in alcune voci caratteristiche:

  • costo del materiale;
  • costo dei processi di trasformazione;
  • costi di overhead.

L’analisi di breakdown così ottenuta consente di avere una valutazione dei costi effettivi necessari per la produzione del bene e, di conseguenza, di poter stimare il livello di marginalità effettiva del suo fornitore.

L’implementazione di questo processo porta benefici trasversali a due principali aree di riferimento, spesso poco dialoganti tra di loro:

  • gli acquisti, che possono utilizzare i risultati dell’analisi per valutare la marginalità dei fornitori e avviare trattative per la riduzione dei costi, oltre ad acquisire consapevolezza della struttura di costo, sia dei fornitori che dei beni da essi acquistati;
  • l’area tecnica, che beneficia dei dati per migliorare le proprie stime di costo in fase di progettazione, rendendo più semplice lo scouting di fornitori in target rispetto ai costi ipotizzati in sede di progetto.

I benefici della strutturazione di un processo di Cost Engineering sono quindi rilevanti.

Approfondiamo ora le 3 principali criticità che un’azienda può trovarsi ad affrontare nella sua implementazione.

 

Prima criticità del Cost Engineering: un processo “Know-how Intensive

La prima criticità legata al Cost Engineering è il suo essere un processo che richiede intrinsecamente un alto livello di competenza su due fronti: quello tecnico e quello dei costi.

Da un lato, infatti, fare un’analisi di breakdown richiede una significativa conoscenza del prodotto che si analizza e delle tecniche necessarie per produrlo. Vi è la necessità di stimarne un ciclo produttivo (con le relative tecnologie) e di saperne valutare i tempi di lavorazione. Questo è spesso un primo ostacolo importante per quelle aziende che non hanno al loro interno questo genere di competenze.

Non va tuttavia sottovalutato un secondo aspetto: anche la corretta valutazione dei costi (del materiale, ad esempio, o dei processi di trasformazione in termini di €/ora) richiede competenze specifiche. Frequentemente ci si affida, infatti, a valori ritenuti “di mercato”, presi da fonti generiche o basati sull’esperienza di chi effettua l’analisi, commettendo importanti errori ed approssimazioni che possono portare a risultati incoerenti.

 

Seconda criticità: la necessità di un metodo condiviso per il Cost Engineering

Un secondo punto spesso critico anche per le aziende che già fanno Cost Engineering è relativo alla definizione del metodo di analisi e di calcolo.

Esso, infatti, dovrebbe essere:

  • condiviso fra tutti gli attori aziendali coinvolti, per favorire una semplice interpretazione dei risultati;
  • flessibile, per potersi adattare a supply chain con caratteristiche anche molto diverse tra di loro;
  • rigoroso negli step di calcolo, per essere solidi nelle discussioni con i fornitori.

Quello del metodo è un aspetto chiave per quanto riguarda la comparabilità delle analisi svolte e, soprattutto, per la continuità del processo di costificazione.

Non è purtroppo infrequente il caso di imprese che si affidano completamente all’esperienza dei propri analisti, senza cercare una strutturazione del processo di analisi. Questa scelta comporta importanti rischi, quali:

  • la perdita del know-how accumulato nel tempo, nel caso in cui un analista lasci l’azienda;
  • la non confrontabilità fra le analisi di analisti diversi, che usano metodi e strumenti differenti;
  • la mancata opportunità di mettere a fattor comune i dati e l’esperienza accumulata nel tempo.

Un metodo chiaro e condiviso, all’opposto, genera l’opportunità di digitalizzare il processo, favorendo la condivisione e la strutturazione dei dati, unificando il processo di calcolo e semplificando il lavoro dell’analista.

 

Terza criticità nell’introduzione del Cost Engineering: un cambio culturale

Da ultimo, l’aspetto più importante di tutti: introdurre nelle aziende le logiche di Cost Breadkown richiede un forte cambiamento culturale, specialmente all’interno delle organizzazioni degli Acquisti.

L’implementazione di questo tipo di processi, infatti, necessita di una maturazione da parte del buyer, che deve saper “reinventare” l’approccio alla discussione con i propri fornitori: da uno prettamente negoziale a uno tecnico, basato su elementi oggettivi.

Questo importante step evolutivo nella crescita del buyer deve necessariamente essere affiancato da una crescita di competenze, necessarie per poter preparare trattative complesse, fact-based e con un forte contenuto tecnico. Si tratta di un’evoluzione non scontata, che richiede una certa predisposizione da parte del personale coinvolto, il quale deve avere il tempo necessario per questa transizione.

 

Sono, quindi, diversi gli ostacoli sulla strada di un’azienda che vuole implementare un processo di Cost Engineering; i risultati ottenuti una volta a regime, tuttavia, ripagano di gran lunga gli sforzi fatti.

Come fare, dunque, a superare queste criticità e beneficiare dei risultati che il Cost Engineering può apportare? La regola chiave è non improvvisare, ma costruire, passo dopo passo, competenze e metodi con il supporto di chi padroneggia la materia e può impostare il processo su solide fondamenta.

Cost Breakdown

 

Makeitalia: un partner per l’implementazione del Cost Engineering

Makeitalia, azienda che da oltre 13 anni ha il suo core business nella Supply Chain e nella gestione della catena di fornitura, può essere il tuo partner ideale per l’implementazione del Cost Engineering.

Abbiamo supportato, al fianco dei nostri clienti, diverse aziende in progetti di Cost Breakdown, sia nella fase di Assessment, sia nella fase esecutiva, raggiungendo assieme i risultati prefissati e concretizzando le idee.

Mettiamo, inoltre, a disposizione delle aziende, un corso di formazione dedicato, appunto, all’analisi di Cost Breakdown, con l’obiettivo di approfondire questa metodologia analitica che consente di comprendere, nel dettaglio, la struttura di costo di un determinato componente o prodotto e di individuare il corretto prezzo di mercato.

 

Se hai necessità di approfondire la tematica per esigenze aziendali e/o formative, contattaci senza impegno attraverso la pagina dedicata del nostro sito web, presente al seguente link Contatti.

Saremo lieti di ascoltare le tue esigenze, di scambiare due chiacchiere con te e di presentarti le nostre diverse soluzioni.

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Makeitalia all’Università degli Studi di Trento

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Prosegue la fase preliminare di qualificazioni: lunedì 16 Maggio 2022 la Supply Chain Challenge – Italian League 21-22 è approdata all’Università degli Studi di Trento. Gli studenti del corso Integrated Logistics and Business Processes del Professore Giuseppe Maneschi hanno preso parte all’ottava partita dell’iniziativa lanciata da Makeitalia.

I partecipanti hanno dimostrato un grande coinvolgimento al game. Alessandra Fronza, studentessa coinvolta in questa nuova tappa, ha così commentato l’esperienza: “For students, it’s very important to experience something different from the theoretical framework they face everyday in University, so this game has been really challenging but, at the same time, interesting and let us grow and improve our skills“.

A conclusione della partita, è stato decretato il team vincente dell’Università degli Studi di Trento, che affronterà tutti i vincitori degli altri Atenei Italiani, coinvolti nel Campionato, nel corso delle Finals 21-22, fase finale che si terrà a Settembre.

Ringraziamo gli studenti che hanno partecipato all’evento del 16 Maggio ed il Professore Giuseppe Maneschi.

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Makeitalia all’Università degli Studi di Parma

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Nella giornata di martedì 10 Maggio 2022 la Supply Chain Challenge – Italian League 21-22 ha fatto la sua settima tappa all’Università degli Studi di Parma.

Gli studenti del corso Progettazione e controllo dei sistemi logistici (Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale) della Professoressa Eleonora Bottani si sono sfidati al Supply Chain Game.

Damiana Caccamo, studentessa coinvolta in questa fase di qualificazioni, ha commentato: “Ho trovato il game molto interessante. In particolare, penso che questa sia un’occasione che tutte le Università dovrebbero dare ai propri studenti, poiché permette loro di immergersi direttamente in quello che viene affrontato solo teoricamente in Università”.

I vincitori della partita del 10 Maggio si affronteranno contro i team vincenti degli altri Atenei Italiani che hanno preso parte al Campionato, durante le Finals 21-22 di Settembre, al fine di eleggere i vincitori della prima edizione della Supply Chain Challenge, iniziativa promossa da Makeitalia.

Un ringraziamento speciale è rivolto agli studenti che hanno partecipato alla sfida e alla Professoressa Eleonora Bottani.

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Workshop Online Pianificazione dei materiali

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PIANIFICAZIONE DEI MATERIALI

Un approccio innovativo per ridurre lo stock

giovedì 12/05/2022 – dalle ore 17:00 alle ore 17:45

CONCLUSO

Makeitalia Supply Chain Academy ha organizzato un incontro online per approfondire le attività di gestione e manutenzione dei parametri di pianificazione dei materiali, con l’obiettivo di ridurre lo stock.

(partecipazione gratuita, ma a posti limitati)

Di cosa abbiamo parlato?

Ottimizzare l’attività di pianificazione dei materiali è uno step necessario nella Supply Chain: una corretta ottimizzazione, infatti, comporta la riduzione delle giacenze di magazzino e un aumento del livello di servizio/riduzione mancanti.

In particolare nel workshop sono stati approfonditi, attraverso degli esempi concreti, i parametri di pianificazione e il loro impatto sui valori di magazzino.

Durante il workshop è stato presentato, inoltre, un approccio innovativo per affrontare il problema.

 

Al termine della presentazione è stato previsto uno spazio dedicato alla discussione e alle domande.

Per qualsiasi informazione o approfondimento, anche sulle prossime edizioni dei nostri workshop, potete contattarci al seguente indirizzo mail: supplychainacademy@makeitalia.com

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Makeitalia all’Università degli Studi di Napoli Parthenope

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La Supply Chain Challenge – Italian League 21-22 prosegue la sua corsa lungo la Road Map!
Mercoledì 4 Maggio l’iniziativa di Makeitalia è approdata all’Università degli Studi di Napoli Parthenope, dove gli studenti del Corso Gestione della produzione e della qualità, del Professore Fabio De Felice, affiancato dalla Professoressa Antonella Moretto, hanno preso parte al game.

Antonio Manco, studente coinvolto nella fase di qualificazioni del 4 Maggio, ha commentato: “Il game è stato molto interessante, soprattutto perché ci ha permesso di comprendere le varie dinamiche aziendali che si susseguono nel corso dei mesi e che mostrano l’evoluzione di un’azienda”.

La partita ha decretato i vincitori dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. Il team che si è aggiudicato il primo posto dovrà misurarsi con i team vincenti delle altre Università Italiane coinvolte nel Campionato, nella sfida finale che si terrà a Settembre. 

Un ringraziamento speciale va agli studenti che hanno partecipato alla sfida, al Professore Fabio De Felice e alla Professoressa Antonella Moretto.

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